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tanto tempo fa... in the middle of nowhere

Per tutto il tempo in cui sono stata in Australia ho letto e sentito parlare di tanti posti, che poi sono diventati per me un po' delle icone... Uno di questi, e forse l'unico che credevo non avrei mai visto, il famoso Nullarbor...
E' un posto di cui si sa poco... se non che è una tappa obbligata per chi da Perth volesse raggiungere il resto dell'Australia via terra...
E non è un posto qualunque... la Nullarbor Plain è una delle regioni semi-desertiche più grandi del mondo... un pezzo di limestone senza alberi grande quanto Spagna, Portogallo e Francia messi insieme... In mezzo ci passano tre fusi orari, una linea ferroviaria, e un'autostrada che è stata finita di asfaltare appena trent'anni fa e che all'occasione funge anche da pista da atterraggio per gli aerei...
In realtà l'autostrada, la Eyre Highway, attraversa la Nullarbor Plain solo per un breve tratto, mentre nel resto del tragitto segue per lo più la costa, segnando il confine meridionale del vero e proprio Nullarbor...
Non ci vuole ne coraggio nè incoscienza ad intraprendere un viaggio del genere... solo voglia di guidare per chilometri e chilometri in mezzo al niente, lungo strade sempre dritte... e forse anche una buona dose di fiducia nel proprio mezzo, visto che l'ultima officina meccanica del Western Australia è a Norseman e la prima del Southern Australia sta a Nundroo... 1038 km dopo!!
Io e Dani abbiamo deciso di fidarci ancora una volta della nostra macchina...
Una volta lasciato Perth abbiamo fatto tappa ad Hyden, per vedere la famosa Wave Rock... una roccia a forma di onda che lascia a bocca aperta da quanto è enorme...


La sera non è stato semplice trovare un posto caldo dove dormire perchè nella tappa prevista, la città mineraria di Kalgoorlie, gli ostelli erano tutti full, probabilmente presi d'assalto da minatori.
Per fortuna abbiamo trovato un alloggio di fortuna a Coolgardie... un caravan in loco... ovvero una roulotte vecchissima in un campeggio che cadeva a pezzi...


La mattina dopo abbiamo raggiunto Kalgoorlie e ci siamo diretti al Super Pit, la miniera d'oro a cielo aperto più grande d'Australia e del mondo!! E' davvero qualcosa di impressionante...
E' possibile osservare la miniera e i lavori dall'alto di un lookout appositamente costruito, dal quale ci si sente davvero piccoli davanti all'immensità di quel posto e alle macchine giganti al lavoro. In città le strade sono enormi appunto xchè vi devono transitare camion e ruspe giganti...


Una volta lasciata Kalgoorlie ci siamo diretti verso sud, dove da Norseman inizia la Eyre Highway. Da lì in poi, per 1.200 chilometri gli unici centri abitati sono solo roadhouse e si deve guidare lungo il tratto di strada sempre dritta più lungo d'Australia...


Ha voluto guidare Dani ma confermo che non ha mai girato il volante!! =)
La seconda sera si presenta per la seconda volta il problema "dove dormire". Non ci sono molte alternative: fa un freddo polare e la tenda è da suicidio... la roadhouse di Madura, dove arriviamo al tramonto, offre solo doppie in motel a 75 dollari... la roadhouse successiva è a circa 200 km e chissà se ha backpackers accomodation più economiche...
E' la prima volta che superiamo i 30$ a testa per dormire e ci rendiamo conto da subito che le nostre previsioni di spesa saranno ampiamente superate...
Almeno avevamo il bagno in camera... un lusso al quale non ero più abituata... ;)
La mattina dopo partiamo presto. A mano a mano che si macinano chilometri la vegetazione inizia a farsi sempre più rada e iniziano a vedersi gruppi di canguri tra le sterpaglie! All'inizio non ci avevo fatto nemmeno caso... ho fatto fermare Dani perchè volevo fare una foto alla strada e, quando ho sbattuto la portiera x chiuderla, sono uscite decine di canguri che erano nascosti dietro ai bassi cespugli... Sono rimasta inebetita come una scema e non sono riuscita nemmeno a scattare una foto...
Nel corso della mattinata poi ci hanno attraversato la strada mamma emù con tutti i pulcini al seguito e un dingo...
Lì la natura ha davvero il sopravvento...




la vecchia stazione del telegrafo di Eucla...
sommersa dalla sabbia...

Dopo un bel po' di chilometri attraversiamo il confine e ci troviamo nel South Australia!
Come in ogni confine di stato che si rispetti in Australia, anche qui succede qualcosa di bizzarro... Probabilmente, dato che il confine sta in mezzo al nulla, quelli del South Australia hanno deciso di spostare la stazione di quarantena che controlla che i veicoli entranti nello stato non trasportino
frutta o verdura, in un posto per loro più comodo e più vicino alla civiltà, a 480 km da Border Village!



Da lì inizia il vero Nullarbor...
E lì mi sono trovata davanti lo spettacolo più emozionante a cui abbia mai assistito in vita mia...
Nello scenario mozzafiato del Great Australian Bight, il tratto di scogliera più lungo al mondo in cui termina la Nullarbor Plain gettandosi nell'oceano, c'erano a pochi metri dalla costa, non una o due, ma decine e decine di balene... Alcune erano talmente vicine che potevi sentirle "parlare"... altre le vedevi in lontananza che muovevano la coda... altre si divertivano a fare salti o a sbuffare acqua...




Head of Bight è infatti uno dei pochi luoghi al mondo dove le balene si fermano, tra giugno e ottobre, durante il loro viaggio verso l'Antartide, per riprodursi.
Forse solo chi ama gli animali e la natura quanto me può immaginare cosa si prova a trovarsi di fronte al mammifero più grande del mondo
Ma l'emozione più grande è stato vedere queste enormi creature stare vicino e coccolare i propri piccoli... è indescrivibile...
Non sarei mai voluto andare via da quel posto... e infatti i gestori del parco nazionale ci avevano chiuso dentro!! Siamo dovuti uscire da un passaggio segreto su strada sterrata... =)
Quella sera abbiamo alloggiato alla Nullarbor Roadhouse, fortunatamente in una cheap cabin per backpackers!
La sera, mentre guardavo il sole che se andava e mi regalava l'ennesimo spettacolo di colori, ho realizzato quanto ero lontano da tutto e da tutti... e quanto mi sentissi bene...


Il giorno dopo eravamo già tornati alla civiltà... ai prati verdi e ai pascoli di mucche e pecore del South Australia!
A Ceduna abbiamo comprato uno stickers dà attaccare sulla macchina con scritto "we crossed the nullarbor"!
Orgogliosi dell'impresa, ci siamo avventurati nella Eyre Peninsula alla ricerca delle foche di Point Labatt... 40 km di strada sterrata in cui abbiamo seriamente temuto sulla macchina... Oltretutto non sapevamo nemmeno con certezza se le foche ci sarebbero state o meno...
Per fortuna siamo arrivati sani e salvi, passando per una zona collinare davvero fantastica, solacata da un lago turchese pieno di pellicani... E le foche c'erano eccome (x fortuna x me... se no Dani avrebbe potuto anche uccidermi!)... erano ai piedi di una scogliera, che prendevano il sole spiaccicate sulla spiaggia... buffissime!!


Lungo la strada ci siamo anche fermati a vedere i Murphy's Haystack, che si chiamo così xchè un pazzo le aveva scambiate per delle balle di fieno, l'ennesima formazione rocciosa curiosa a cui non si sa dare una spiegazione...


La sera abbiamo pernottato a Kimba, posto apparentemente insulso e sconosciuto, dove però l'ostello era tutto pieno... solita sfiga che ci ha accompagnato quasi tutto il viaggio!!
Terrorizzati da quanto ci sarebbe potuto costare un'altra notte in motel abbiamo accettato la sistemazione in camping in un caravan... nonostante la signora ci avesse avvertito che avrebbe fatto freddo!! Siamo letteralmente congelati!!
Il problema di queste roulotte è che dentro fa più freddo che fuori!! Maledizione!!
Il giorno dopo, a Port Augusta (paese rimasto storico perchè tre mesi prima avevamo registrato la nostra macchina!), finalmente inizia a riprendere funzione il cellulare e ci rimettiamo in contatto con il mondo esterno...
Qui decidiamo un piccolo fuori programma... Dato che avremmo dovuto passare due giorni nella grigia e piovosa Adelaide per incontrare i nostri amici coreani di Waikerie, perchè non fare una deviazione ai Flinders Ranges?? Why not...
Così abbiamo passato la giornata là... ci siamo visti qualche lookout, qualche incisione rupestre aborigena e abbiamo fatto una bella camminata al Wilpena Pound... Quest'ultimo è un bacino naturale di 80 kmq, circondato da pareti a picco che si innalzano per oltre 500 metri (le foto aeree di questo posto sono spettacolari!!)




Un posto diverso da tutti gli altri che avevamo visto fino a quel momento: molto verde, pieno di boschi e vegetazione e davvero rilassante!
Ovviamente anche nell'ostello di Wilpena non c'era posto per passare la notte... A quel punto inizia ad insinuarsi in me il dubbio che qualche pullman di turisti ci stesse seguendo da Perth (è inverno, fa freddo, per strada non si incontra nessuno e gli ostelli sono sempre pieni... com'è possibile??)
Stavolta però non tutto il male viene per nuocere perchè troviamo posto in un paesino vicino, a Quorn, dove, essendo bassa stagione, abbiamo avuto l'ostello tutto x noi!! Mentre guardavamo la tv straiati sul divano con una bella coperta calda (il riscaldamento anche se è inverno è un optional!) mi sembrava un po' di essere a casa...

Ad Adelaide ci siamo incontrati per il pranzo con Julia, Wood e Betty... è stato davvero belli rivederli dopo un mese e farci raccontare tutto quello che era successo a Waikerie durante la nostra assenza!
Ci hanno portato a mangiare in un ristorante coreano dove hanno ordinato tutto l'ordinabile (i coreani, o forse gli asiatici in generale, hanno l'abitudine di ordinare tutto quello che c'è sul menu, così poi ognuno assaggia un po' di quello che vuole!)... era tutto squisitissimo...
E' stata dura salutarli per la seconda volta...


Una volta lasciata Adelaide la pioggia ci ha accompagnato fino a Mt Gambier... Lì proviamo un'esperienza insolita... dormiamo in un ostello ricavato in una ex prigione!
Ma nonostante l'apparenza lugubre il posto è davvero accogliente e Mt Gambier ci ha davvero stupito con i suoi incredibili giardini sotterranei...





Insieme a Mt Gambier salutiamo anche il South Australia e ci troviamo per la prima volta nel Victoria...


Dal confine abbiamo raggiunto Portland facendo una strada panoramica (non si arrivava più!) in mezzo ai pascoli di mucche e poi ci siamo concessi qualche breve sosta ai paesini di Port Fairy e Warrnambool!
Da Warrnambool inzia la mitica Great Ocean Road, la strada panoramica più famosa d'Australia... Pensavamo di farla tutto d'un fiato, invece ci siamo lasciati incantare dalla bellezza della Shipwreck Coast... con i suoi faraglioni e archi naturali in mezzo al mare, le caverne
scavate dall'acqua, le bellissime scogliere e la potenza dell'oceano..

.


Il tutto accompagnato da fantastici arcobaleni che inspiegabilmente continuavano ad apparire ad ogni curva...


Così ci siamo fermati a Port Campbell (anche qui troviamo un alloggio di fortuna perchè due ostelli su tre erano chiusi x bassa stagione!), ma non prima di andare a fotografare i famosi "Apostoli" al tramonto! Purtroppo le nuvole non sono state clementi, ma lo spettacolo di quel posto con il cielo minaccioso e il mare mosso non poteva essere più azzeccato...


Una volta lasciato la zona di Port Campbella la Great Ocean Road piega verso l'interno, passando per la rain forest di Cape Otaway, dove vivono un sacco di koaletti...


Proseguendo la strada diventa sempre più tortuosa e quando si esce dalla rain forest inizia a seguire la linea costiera, passando per le pittoresche località di villeggiatura di Apollo Bay, Lorne, Anglesea e il paradiso dei surfisti Torquay...
Prima di arrivare a Melbourne ci siamo fermati a Geelong per scoprire cosa fossero le famose bitte dipinte descritte dalla Lonely Planet!
Queste...



in viaggio verso il top

Abbiamo raggiunto il Top End!
In meno di una settimana abbiamo attraversato da sud a nord un continente grande quanto l’Europa… 3000 km lungo la sempre dritta Stuart Highway… in mezzo al nulla… passando dal freddo inverno di Adelaide al caldo tropicale (troppo caldo!!) di Darwin… Il tutto con la nostra fedele Commodore, che ogni tanto perde benzina dal serbatoio e di recente è pure rimasta senza antenna e senza un parafanghi…
Tra Adelaide ad Alice Springs ci siamo fermati a Coober Pedy giusto per dormire… o meglio, ci abbiamo provato, visto che siamo stati svegliati alle 3 di mattina da un gruppo di australiani ubriachi e molesti.
Ad Alice invece ci siamo presi due giorni per vedere i sightseeing che ci erano rimasti indietro dalla nostra prima visita.




Abbiamo fatto una breve ma entusiasmante visita alla School of the air, un'istituzione che credevo appartenesse al passato di assoluto isolamento dell'entroterra australiano. Invece, con mia sorpresa, la “scuola dell’aria” di Alice ha attualmente un centinaio di alunni che vivono a chilometri e chilometri di distanza, per lo più in cattle station sperdute nell’outback, che vanno a scuola senza spostarsi da casa, semplicemente collegandosi via internet (e prima di internet via radio) con l’insegnante.
Lasciata la scuola, ci siamo diretti verso lo Standley Chasm, nei West McDonnel Range. Siamo andati a vedere la gola, che si è rivelata un po' deludente, poi ci siamo fatti una bella camminata fuori programma… e fuori pista… perché dopo aver perso il sentiero ci siamo ritrovati sul percorso del Larapinta Trail, una camminata di 130 km per gente super esperta, con questo cartello:



Ovviamente abbiamo seguito il consiglio scritto a caratteri cubitali "TURN BACK NOW" e siamo tornati indietro, questa volta dal vero sentiero!
Prima di lasciare la città abbiamo passato qualche oretta al Cultural Precint che ospitava una bella mostra di opere aborigene e un video interessantissimo che raccontava la storia di un tizio (Geoff Bardon) che ha trasformato una comunità aborigena di povera gente che viveva di niente in mezzo al niente, in artisti molto apprezzati.
La sera abbiamo di nuovo campeggiato all’ombra dei Devils Marble e il giorno dopo ci siamo ritrovati in terra inesplorata… e finalmente al caldo!


Forse anche troppo caldo…

La prima sosta l’abbiamo fatta nel paese (se paese si può definire!) più assurdo d’Australia, nel pub più assurdo d’Australia… Daly Waters!
Alle pareti del pub era appeso di tutto: biancheria intima (femminile e maschile!), costumi, magliette, targhette, banconote e monete da tutto il mondo, targhe, flip flop, fototessere (ora c’è anche la mia!) e tesserini vari… e chi più ne ha più ne metta… Cosa non si inventano gli aussie per far fermare i turisti! Noi ci siamo fermati giusto per una birra di circostanza… e poi siamo subito scappati da quel caldo soffocante…
La tappa successiva erano le piscine naturali di acqua termale a 34 gradi di Mataranka…
Quando eravamo ancora a Waikerie pensavamo a questo posto come al paradiso… ma poi una volta arrivati là, con la temperatura esterna già bella alta, sognavo un bel bagno gelato… E infatti appena arrivati abbiamo montato la tenda e poi ci siamo fatti un bel tuffo nel Roper River, vicino al campeggio.
Il bagno caldo ce lo siamo fatti la mattina successiva alle Bitter Springs, dove si poteva nuotare lungo un tratto di un ruscello immerso nella foresta pluviale, in cui l’acqua era limpidissima.



Verso metà giornata siamo partiti verso il Litchfield National Park (dopo una sosta al supermercato di Katherine per fare la solita scorta di cibo in scatolette!).
Abbiamo montato le tende in un campeggio vicino alle Wangi Falls, che secondo tutte le guide dovevano essere ciò che di meglio aveva il parco da offrire.
Quando siamo arrivati il sole stava già per tramontare, ma ero troppo curiosa di vedere le cascate e così ho convinto i boys a farci un giro veloce…
Scelta azzeccatissima! Il posto era quasi deserto, la luce del tramonto stava colorando di rosso tutte le rocce intorno e le cascate erano spettacolari!!


Inutile dire che ci siamo fatti un bagno…
Aver avuto quell’angolo di paradiso tutto per noi è stato davvero qualcosa di impagabile.
Il giorno ci siamo fatti un giro alle altre cascate e piscine naturali del parco, che di sicuro non erano da meno… le Florence Falls e il Buley Rockhole (che non è una vera e propria cascata ma è un tratto di fiume con cascatelle e piscinette una dopo l’altra, che sembrano fatte apposta per rilassarsi al fresco dell’acqua mentre ci si fa massaggiare dalla corrente).
È stata davvero una giornata da incorniciare!

La sera siamo arrivati a Darwin…



A Darwin ci siamo stati solo due giorni… giusto il tempo di realizzare che le uniche cose da fare erano fotografare il sole che si tuffa nel mare al tramonto e ingozzarci di cibo asiatico al Sunset Market della domenica sera…


Al mercato ci siamo sbizzarriti assaggiando veramente di tutto… cibo giapponese, cinese, cingalese, thailandese (ho mangiato dei noodles con barramundi che era spettacolari!), crepes con la nutella e macedonia di frutta giganti… Il tutto contornato da un tramonto da cartolina!



Si respirava davvero un’atmosfera esotica…

Il giorno dopo la tabella di marcia preveva il Kakadu National Park, il parco più grande, più famoso e forse il più bello e ricco dal punto di vista naturalistico d’Australia!
Non sto a descrivervi cosa si prova quando sei sul bordo di una scarpata e domini l'immensa pianura sottostante… cosa si prova di fronte ad un billabong ricoperto di ninfee… cosa si prova quando fai una camminata di 12 km intorno alla maestosa Nourlange rock o quando ti ritrovi ad ammirare disegni sulle rocce vecchi di ventimila anni… cosa si prova quando scorgi un coccodrillo in un fiume o quando un canguro ti attraversa il sentiero…
Le parole in questo caso non bastarebbero...
Spero che un po' di foto possano aiutare...




la macchia scura nel mezzo e' un croc... ve lo assicuro!!


Tutto questo comunque ce lo siamo sudati: il caldo e l'umidità erano insopportabili e le zanzare ti prendevano letteralmente d'assalto. L'unica sera che abbiamo campeggiato nel parco è stato un inferno... Appena ci siamo messi a letto c'era un caldo insopportabile e la tenda era stata invasa dalle zanzare. Poi nel bel mezzo della notte, all'improvviso, out of the blue, e' arrivato un bel temporale!
La tenda dove dormivano il Bent e Vito è sopravvissuta... quella dove eravamo io e Dani dopo cinque minuti era già piena di acqua! Tra l'altro non l'avevamo nemmeno montata a dovere perche', come spesso succede, per piantare i picchetti nella terra rossa dell'outback servirebbe un martello pneumatico... ma tanto "figurati se piove!"...
Come non detto... siamo scappati in macchina e lì abbiamo dovuto ricominciare da capo l'opera di disinfestazione dai mosquitos...
Insomma... una notte da incubo...
Il pensiero che la situazione potesse ripetersi la notte successiva ci ha fatto stare al Kakadu un giorno in meno del previsto...

Gli ultimi tre giorni nel Northern Territory li abbiamo passati al più fresco e divertente Nitmiluk National Park, a Katherine.
Abbiamo fatto il bagno nella enorme piscina delle Edith Falls, doveho avuto un poco piacevole incontro con una lucertolona gigante che mi ha attraversato la strada mentre nuotavo verso la cascatella!) e ci siamo dati alla canoa lungo il Katherine River, che scorre in mezzo a spettacolari pareti di roccia altissime a strapiombo!
E proprio alle Edith Falls e' successa una di quelle cose che spesso succedono in Australia e che ti lasciano sbalordito: il Bent ha incontrato due ragazzi che aveva conosciuto sul volo per Dubai! Ancora una volta... della serie l'Australia e' piccola!!
Abbiamo anche conosciuto due ragazzi di Melbourne che ci hanno offerto, oltre a delle ottime conversazioni in good english, un caffe' fatto con la moka e un posto letto per quando saremo a Mel!!

E la sera in campeggio abbiamo arrostito i marshmallow sul fuoco in compagnia di qualche wallaby goloso... =)

Alice e il paese delle meraviglie

Da Cairns ad Alice Springs ci sono la bellezza di 2500 km… In 2500 km vedi scorrere dal finestrino della macchina tutti i tipi di paesaggi: le rigogliose foreste tropicali del nord Queensland, interrotte qua e là da infinite distese di banani, non appena si lascia la costa per immergersi verso l’interno si trasformano in una savana di cespugli giallissimi e arbusti bruciati dal sole… e poi il paesaggio si fa sempre più rosso…
Noi abbiamo fatto tutta questa strada in 6 giorni… fermandoci in paesini sperduti di cui il resto del mondo ignora l’esistenza (ad eccezione di Mt Isa), distanti tra loro centinaia di chilometri, ma ognuno con la propria storia… Poi man mano che ci si sposta verso l’interno, diventano rari anche i paesini, e quelli che sulla mappa ti sembrano essere centri abitati in realtà sono solo Roadhouse con un pub, una pompa di benzina e un camping…
Beh… dopo tutta questa strada Alice Springs ti appare davvero come un’oasi nel deserto…
Ma se pensi di aver finalmente raggiunto la meta ti sbagli di grosso… perché le bellezze dell’outback australiano richiedono un’ulteriore fatica di circa 500 km… e forse è proprio questo che te le fa apprezzare ancora di più…. Oltre alle enormi distanze va aggiunto anche il freddo polare assolutamente inaspettato delle notti dell’outback! Ad Alice Springs ho passato la notte in tenda più fredda della mia vita (tra l’altro, con un gatto che ci tendeva gli agguati…!)…
Dopo quella sera abbiamo abbandonato l’idea tenda e ci siamo messi a dormire in tre in macchina!!
Anyway… siamo sopravvissuti… e il giorno dopo siamo andati ai West McDonnel Range… un insieme di gole, canyon, pareti a strapiombo e waterholes davvero spettacolari!





Nel pomeriggio ci siamo rimessi in macchina verso Erldunda, (la roadhouse che segna lo svincolo per l’Ayers Rock e il Kings Canyon) e ho guidato con un tramonto spettacolare e la colonna sonora di “Shine on you crazy diamond” dei Pink Floyd… un’esperienza da pelle d’oca…





Il Kings Canyon non sapevo assolutamente come aspettarmelo e, sono sincera, mi ha davvero colpito! Non credevo che al mondo potesse esistere un posto del genere…
Abbiamo fatto una camminata di 7 km che dopo una bella ripida scalata iniziale costeggia tutto il canyon, passando in mezzo a gigantesche rocce color rosso fuoco che ti fanno sentire piccolo piccolo… Ma la cosa più impressionante è la vegetazione che cresce in mezzo alle pareti del canyon… lo chiamano il giardino dell’Eden… e forse lo è davvero… Non mi sarei stupita di veder spuntare un dinosauro da dietro una roccia… =)





E finalmente ci siamo…
Non importa quante volte l’hai già visto in cartolina o nelle foto… quando te lo trovi davanti, illuminato dalla luce del sole, così enorme in mezzo ad una distesa piatta, non puoi essere preparato… E’ semplicemente stupefacente…
E quando sei lì capisci perché per gli aborigeni Uluru è un luogo sacro…
Non è semplicemente una roccia… ha qualcosa di mistico che è impossibile da spiegare…



Il giorno dopo l’abbiamo dedicato a Kata Tjuta, o Mt Olgas… 36 panettoni di roccia rossa che spuntano in mezzo al nulla… Il luogo è per la maggior parte inaccessibile perché ritenuto sacro dagli aborigeni, però si può fare una camminata davvero suggestiva nella Valley of The Winds in mezzo a queste cupole giganti.



A malincuore abbiamo lasciato questo luogo magico e ci siamo rimessi in strada… (non senza un’ultimo set di foto ad Uluru con un cielo limpidissimo!) Il tratto della Stuart Highway a sud di Alice Springs è comunque quello che mi è piaciuto di più... E’ incredibile osservare il contrasto di colori tra il rosso della terra, interrotto qua e là da qualche albero o cespuglio e da distese gialle di spinnifex e l’azzurro intenso del cielo…
Il paesaggio cambia completamente quando si arriva nei pressi di Coober Pedy. Dal rosso piatto iniziano a spuntare coni di terra chiara che sembrano tanti formicai giganti ma in realta' sono gli scavi delle miniere di opale. La gente e' arrivata anni fa da tutto il mondo in cerca di fortuna e ha iniziato a scavare buchi...
Coober Pedy e' assolutamente affascinante perche' la maggiorparte degli edifici (tra cui anche l'ostello dove abbiamo alloggiato!) sono sottoterra, costruiti dentro gli scavi delle miniere... E cosi' ti trovi di fronte questa citta' grigia e polverosa che pero' ha sottoterra tutto un mondo da scoprire! In questo modo hanno risolto il problema del caldo soffocante estivo e delle fredde notti invernali: pare che sottoterra ci siano 25 gradi costanti!
Dopo questo ultimo assaggio di outback ci siamo rimessi in macchina verso la nostra meta: il South Australia!
Ieri, dopo esattamente 5.277 km, siamo finalmente arrivati a Port Augusta... con un ansia terribile di aver fatto tutta questa strada e di trovare nuovi problemi...
Per fortuna tutto e' andato liscio come l'olio e in meno di dieci minuti avevamo gia' la registrazione per la nostra macchina!!!! Missione compiuta!!!!
La sera eravamo gia' imbottigliati nel traffico di Adelaide... gia' mi manca l'outback!!!