sott'acqua

Siamo sopravvissuti a nove giorni nove ad Airlie Beach… passati ad osservare le isole Whitsundays dalla costa… così vicine, ma nello stesso tempo così irraggiungibili… Nove giorni senza spiaggia (ebbene si!), senza cucina e senza niente da fare, a parte mangiare, fare braccialetti, giocare a Macchiavelli e fare qualche giro al supermercato Coles…




E l’ultimo giorno abbiamo persino provato l’ebbrezza di fare colazione in ostello insieme ad una goanna (se non avete visto Bianca e Bernie nella terra dei canguri andate a rispolverare le vecchie cassette!).
Siamo sopravvissuti... ma con il portafoglio alleggerito di un bel po’… =(
In realtà un po’ abbiamo imbrogliato, perché il settimo giorno, un po’ x noia, un po’ x curiosità abbiamo prenotato una daily cruise ad Hayman Island, la più a nord delle Whits… ed è stata davvero una giornata indimenticabile!!
Siamo salpati la mattina presto con un catamarano verso Blue Pearl Bay, luogo che rimarrà per sempre impresso nella mia mente dato che ho fatto la mia prima immersione!!



Quando siamo partiti eravamo tutti un po’ indecisi, ma l’occasione era da prendere al volo… non solo per l’ottimo prezzo ma soprattutto per l’ottimo istruttore di diving, il capitano Joseph, simpatico, ironico e nello stesso tempo molto professionale… Insomma, ormai non c’erano più scuse per rimandare…
E’ stato incredibile! Quello che si prova quando si è la sotto è indescrivibile… è tutto un altro mondo...
A dire la verità ero talmente agitata e impegnata a respirare che non mi sono molto resa conto di quello che avevo intorno… E’ difficile regolare la respirazione in modo da rimanere sul fondo... e ogni tanto l'istruttore doveva tirarmi giù… =P
Ma è fantastico trovarsi in mezzo a tutti questi pesci che ti nuotano accanto come se ti considerassero uno di loro… Ci siamo trovati a nuotare insieme a Priscilla, un pesce maori o pesce napoleone grosso quasi quanto me, che ci veniva vicino x farsi accarezzare… una cosa pazzesca!



Il tempo è volato e quando ormai iniziavo ad ambientarmi eravamo già tornati a riva… peccato…
Non posso dire di aver visto chissà cosa (non ho realizzato il mio sogno di nuotare con una tartaruga!), perché siamo scesi solo di 5 o 6 metri e siamo rimasti piuttosto vicino a riva, però è stata davvero un’esperienza unica!
La barriera corallina e tutte le sue meraviglie me le sono comunque godute con lo snorkeling…
Mi piace un casino stare sospesa sul pelo dell’acqua ad osservare le meraviglie che ci sono giù… non è così emozionante come fare diving ma è senza dubbio più rilassante… =) E poi ti dà il tempo di fermarti ad osservare le distese infinite di coralli, le conchiglie e tutti i pesci che vi nuotano in mezzo…
L’emozione non è stata la stessa di quando ho visto per la prima volta la barriera corallina nel Mar Rosso (e mi avevano già avvertito che il Mar Rosso è un’altra cosa…), xò trovarsi di nuovo davanti a quello spettacolo è stato davvero da togliere il fiato. Coralli di tutti i colori e di tutte le forme, tutti i personaggi di Nemo, con tanto di due pesci pagliaccio che nuotavano dentro al loro anemone, pesci pappagallo enormi, conchiglie colorate che si chiudono quando ti avvicini… pesci piccoli e grandi… colori, colori e colori…
E poi ogni tanto tiri appena su la testa (giusto x assicurarti che non ti stai x schiantare contro uno scoglio!) e ti accorgi che tutto intorno a te ci sono pesci colorati (a volte te li ritrovi davanti alla maschera che ti guardano interrogativi!) e hai la sensazione di trovarti nel bel mezzo di un acquario…
Mi dispiace solo di non aver avuto una macchinafoto tra le mani...

P.s.: si lo so... devo fare qualcosa x i miei capelli quando sono sott'acqua... ;)

time of your life...

"... another turning point, a fork stuck in the road
time grabs you by the wrist, directs you where to go
so make the best of this test and don't ask why
it's not a question but a lesson learned in time..."
- Green Day -

guidando una macchina rosa... in un'isola fatta di sabbia...

“Si ritiene che tutta la sabbia che le correnti trascinano via con sé dalla costa orientale dell’Australia si sia accumulata nel corso dei millenni fino a formare Fraser Island, una gigantesca striscia di sabbia lunga 120 km e larga 15 km.”

Credo che qualunque cosa uno possa leggere su Fraser non basti a rendere l’idea di quanto sia un posto fantastico… fuori strada e autobus quattro ruote motrici guidano su una “strada” di sabbia delimitata da un lato dalle dune di sabbia e dall’altro dalle onde dell’oceano, sulla quale ogni tanto atterrano e decollano aerei che ti passano sulla testa mentre stai guidando… foreste tropicali verdissime si alternano a dune di sabbia dorata e sembra incredibile come possa crescere una vegetazione così ricca semplicemente sulla sabbia… l’oceano è pericolosissimo, sia x le correnti che x via di squali, meduse e altri simpatici animali australiani, ma si può fare il bagno nei laghi, che sono davvero spettacolari… e poi ci sono i dingo, che come tutti gli animali tipicamente australiani esercitano sempre un certo fascino quando li si vede nel loro ambiente naturale…








Per tre giorni abbiamo cazzeggiato ad Hervey Bay, in attesa che il tempo migliorasse. C’è una sola occasione x andare a Fraser Island (perché il tour è piuttosto costoso) e noi di certo non volevamo sprecarla x colpa della pioggia… E x fortuna la pazienza ci è stata ripagata da tre giorni senza nemmeno una nuvola in cielo…

Questo il programma…
La sera prima della partenza per l’isola ci uniscono ad altri sei ragazzi e ci fanno mille raccomandazioni… del tipo non andate qui e non andate lì, non guidate nell’oceano perché se troviamo acqua salata sulla macchina ci teniamo i 1000$ di caparra (ma chi è che guida nell’oceano??!!), non date da mangiare ai dingo (be dingo smart!!), cosa fare se ci si insabbia, più altre duemila istruzioni su come guidare una 4WD, durante le quali ho spento il cervello sperando che qualcun altro le avesse capite anche x me (e sblocca quello e riblocca questo e cambia la marcia a seconda che la sabbia sia dura o molle… echecasino!!!!).
E così abbiamo avuto un fuoristrada fuxia attrezzato per il campeggio tutto per noi x tre giorni!!
Il gruppo non poteva essere peggio assortito… tre italiani, due tedeschi (Christoph, che conoscevamo già da tre giorni, e Lisa, l’unica ragazza oltre a me) e quattro ragazzi israeliani (Dror, Shai, Uval e Max)… ma ci siamo divertiti da morire…





I ragazzi israeliani ci prendevano in giro x l’accento italiano (Vito è stato soprannominato Spaghetti!!) e alla fine avevano imparato tutte le parolacce italiane che esistono, che venivano pronunciate a ruota libera senza alcun senso logico (del tipo che si incrociava un’altra jeep di backpackers e gli si urlava dal finestrino “cazzo” o “porca la vacca puttana”)… mai riso così tanto…
Prima di partire abbiamo dovuto comprare food&drinks per tutti i tre giorni, così abbiamo fatto una super spesa davvero smart: latte e cereali (e sabbia!) per colazione, pane e nutella o pane e formaggio per pranzo (e sottolineo per tutti e tre i pranzi… perché comprare salume per nove persone costava troppo e perché cucinare qualcosa era improponibile dato che si doveva sbaraccare tutta l’attrezzatura!), bbq per la prima sera e spaghetti con sugo alla bolognese (e sabbia!!) per la seconda… cassa di birra e goon, ovvero il famosissimo e schifosissimo vino australiano che sta dentro ad un sacchetto di plastica circondato da un involucro di cartone (9$ per 4 litri… vi lascio immaginare quanto fosse buono!!).
E così per due sere e due mattine abbiamo montato e smontato le nostre tende… siamo andati a letto presto perché alle 5.30 è già buio, quindi alle 5 si campeggia, si cucina e poi ti viene sonno... ci siamo svegliati alle 7 per rispettare gli orari in cui c’è bassa marea e quindi si può guidare sulla spiaggia… abbiamo riso un sacco… e abbiamo visto posti mozzafiato, come Lake Wabbi, Indian Head, il relitto del Maheno, ma soprattutto Lake McKenzie…


La seconda sera ci siamo dati ai drinking game… l’unico modo x bere lo schifo di vino che avevamo comprato (e si è provato anche a mischiarlo con il succo di frutta!!). Il gioco ci è stato insegnato dai ragazzi israeliani: praticamente, in cerchio e a turno, ognuno doveva dire “daki faz”, finchè uno non decideva di cambiare il giro esclamando “dazi” e allo si doveva iniziare a dire “fazi dak”! Ovviamente tutti storpiavano le parole… Ma la cosa più divertente è che dopo un po’ è stata creata da Shai una versione italiana con le parole che conosceva e con nuove regole, le cui parole chiave erano “tartaruga”, “tabaluga” (???), “spaghetti”, “francesco” (???) e ovviamente “cazzo”!! Mi sono davvero divertita un casino…tutto merito dell’ottima compagnia!!
Ma poi come sempre arriva il momento meno simpatico, quello degli addii… e ognuno riparte per la sua prossima destinazione…
Ma la cosa fantastica è che, nonostante l’Australia sia un paese immenso, continuiamo a reicontrare le stesse persone… Prima è successo ad Hervey Bay, dove abbiamo incontrato due ragazzi tedeschi che hanno lavorato con noi a Bundaberg e un ragazzo italiano che avevo conosciuto una sera in ostello a Sydney (incredibile!!)… E poi è successo di nuovo ieri! Abbiamo ribeccato tutti e quattro i ragazzi israeliani di Fraser Island, che tra l’altro non viaggiano nemmeno tutti insieme (e pensare che quando ci siamo salutati ci siamo detti “see you in another life”!!) e ho incontrato una ragazza che ha lavorato con me a Sydney… non ci potevo credere!!
Anyway, dopo Hervey Bay abbiamo fatto due giorni a Town of 1770, (un paesino fuori dal mondo in cui non i cellulari non prendono in nessun posto, con due ostelli, un supermercato e una spiaggia di quasi 5 km che noi ovviamente ci siamo fatti tutta a piedi!!), indecisi se fare o meno un corso di diving, che alla fine non abbiamo fatto perché a farlo sulla barriera corallina, come avremmo voluto, costava troppo!! Ma almeno ci siamo fatti due giorni al Cool Bananas, oserei dire l’ostello più bello dove siamo stati finora, dove abbiamo conosciuto Mikaela… svedese mora che più mora non si può, con più di un anno passato in Australia e un sacco, ma proprio un sacco, di cose da raccontare!! Ovviamente una volta lasciata Town of 1770 l’abbiamo ribeccata ad Airlie Beach, nell’ostello di fianco al nostro, e ci ha riempito questi due pomeriggi passati insieme (un po’ giocando a carte, un po’ facendo braccialetti con le perline in un fantastico negozietto che c’è qui e che voglio assolutamente riproporre in Italia!!).


Ieri lei è partita in direzione Cairns, mentre noi siamo bloccati qui (in un ostello senza cucina!!) fino a mercoledì prossimo, prima data disponibile per la crociera alle Isole Whitsundays…

news dai campi di pomodoro del Queensland....

La sveglia è alle 4.30.
Alle 5.30 un pulmino ci porta nel campo.
Quando arriviamo la' il cielo ha appena cominciato a tingersi di viola.
Siamo una decina di ragazze e qualche ragazzo. L’autista prova a tirarci su di morale: “Have a good day everybody!”… e ti verrebbe voglia di mandarlo a quel paese.
Ci aspettano file di pomodori infinite, che si perdono a vista d’occhio, che devono essere potate: tomato pruning!
E così inizia la giornata: si accende l'ipod, si spegne il cervello e si comincia...una pianta di pomodoro dietro l’altra, cercando di andare il più veloce possibile xchè ci pagano a file completate... fino alle 3 del pomeriggio, quando l’autobus ritorna a prenderci.
Si mangia con le mani sporche di terra... ci si riposa coricati nella polvere... e se ti scappa la pipì le alternative sono o dietro un mucchio di legna o dietro ad un trattore...
Torno all’ostello che sono sporca di terra e piena di polvere ovunque…Serve una doccia lunghissima x tirarsi via di dosso la giornata… e arrivati a questo punto chissenefrega se in Queensland c’è allarme siccità grado cinque!!
Dopo la doccia di solito dormo un po’, finchè non tornano Vito e Dani (il più delle volte incazzati e pieni di graffi!) dalla piantagione di limoni… Poi spesa, cena e alle 9 sono di nuovo a letto…Is that life??? No, it isn’t!!
Come ci sono finita in questa bella situazione??
Da laureata in economia e finanza in Italia, a cameriera a Sydney, a spaccarmi la schiena in un campo di pomodori??
Beh... un po' xche' c
i servono soldi x fare un milione di cose... tra cui anche riuscire a comprare una macchina usata x iniziare a girare l'Australia... un po' xche' Dani aveva esigenza di fermarsi x un po' da qualche parte x farsi arrivare dall'Italia una nuova carta di credito, dato che la sua e' stata mangiata qualche settimana fa da un bancomat Westpac di Nelson Bay...
E quindi xche' non provare anche l'esperienza della farm...
E cosi' siamo a Bundaberg... un paesone del Queensland a meta' strada tra Brisbane e il tropico del Capricorno... famoso in Australia x il rum e lo zucchero... in cui oltre al lavoro nei campi non c'e' assolutamente niente da fare...
Anyway, domenica prossima scappiamo... la prossima meta ovviamente e' ancora da definire...

Ma torniamo a cose più divertenti... anche xchè nell'ultimo post ero rimasta al nostro arrivo a Brisbane alle fine di marzo… Se ci ripenso mi sembra che sia successo una vita fa…
Brisbane è davvero carina... gli edifici sembrano tutti nuovissimi e moderni e lo skyline che si specchia sul Brisbane River non ha nulla di invidiare a quello di Sydney...



Io ovviamente mi sono fiondata subito alla Gallery of Modern Art x vedere la mostra di Andy Wahrol... fantastica!! C'era tutto quello che mi aspettavo di vedere e anche di più... x me ne è valsa davvero la pena...
Gli altri giorni abbiamo girellato un po' x la città, sotto il sole accecante e il caldo torrido del Queensland, con la speranza di chiarirci le idee sulle tappe successive...
Nel frattempo ho preso coraggio e mi sono fatta tagliare i capelli. Questo è il massimo che ho avuto il coraggio di fare... =)



Alla fine a Brisbane siamo rimasti cinque giorni e poi ci siamo decisi a prendere un treno x Surfers Paradise!!
Purtroppo non siamo stati troppo fortunati... il tempo non era un granchè e in spiaggia non ci siamo riusciti a stare xchè il vento ti insabbiava...
E così abbiamo visto anche la Gold Coast, che è brutta proprio come me l'aspettavo e che di "gold" ha davvero poco... di sicuro non le spiaggie dato che dopo pranzo sono gia' oscurate dall'ombra dei grattacieli...
Anni fa hanno deciso di dare un nome più accattivante alla città per attirare i turisti e l'hanno chiamata Surfers Paradise... da allora è diventata una montagna di cemento...



Anyway ci siamo fatti due giorni mondani... in un ostello in cui abbiamo pagato due notti al prezzo di tre... a ballare in un locale squallidissimo, lo Shooters... e spendendo un sacco di soldi in generale... Almeno sono riuscita a comprare la maglietta dell'unico Hard Rock Cafè australiano...
A Surfers comunque abbiamo fatto un po' di chiarezza sui piani futuri e ci siamo decisi a cercare una farm... E così siamo finiti a Bundaberg... dopo una sosta di un giorno a Rainbow Beach...



panorama dalla collina di sabbia Carlo's sandblow